Brace d'amicizia
orologio che sempre va segnando
le ore
bandiera che sventola gioiosa
mossa dal soffio di un bacio sulla mano
carezza delle ali del cuore
che si leva volando dalla cima più alta
dell'albero del giardino carico di frutti
se lo sguardo estende il suo velluto alla finestra
poltrona imbottita del farsetto strappato all'oca che grida
coperta di tutta la pazienza del baco
e tinta dal nastro del color mediterraneo
tavola apparecchiata con tanta grazia
sulla mano del mendico
vestito soltanto di fiori
oboli raccolti nel suo andar per i mondi
trincea di lacci color di rosa
intrecciati in tale maniera
da disegnare le parole che sole
devono cantare i loro nomi.
Ritratto di Sabartés - P. Picasso 12 dicembre 1935 un po' prima dell'ora di colazione -
Profitto volentieri dell’insieme di accidenti che vanno sotto il rispettabile nome di esperienza. (erri de luca) Ma qualche volta mi invento di procurarmeli!
domenica 28 dicembre 2008
sabato 29 novembre 2008
la mia passione di cucinare ...
cucinare mi piace, ma piu' che altro la lego indissolubilmente ai miei amici, ai miei amori.
Non so pensare ai miei amici senza pensare di prepare per loro qualcosa di buono
No so pensare al mio amore senza pensare di preparare per noi due un piatto da mangiare a lume di candela ... e mentre mangiamo guardare la sua faccia
Non so cucinare senza pensare di farlo come un dono per qualcuno....
E poi lo faccio e comincio a lavare, tagliare, cucinare, condire... diventa come uno stato di ipnosi, vado e lascio che prendano forma le cose, come una danza senza movimenti bruschi, senza dissonanze ... e quando questa cosa mi riesce so' che i miei amici ne godranno... e sono felice!!!!
... non potrei mai farlo per soldi sentirei come di tradirne lo spirito.
Buffe certe passioni!
cucinare mi piace, ma piu' che altro la lego indissolubilmente ai miei amici, ai miei amori.
Non so pensare ai miei amici senza pensare di prepare per loro qualcosa di buono
No so pensare al mio amore senza pensare di preparare per noi due un piatto da mangiare a lume di candela ... e mentre mangiamo guardare la sua faccia
Non so cucinare senza pensare di farlo come un dono per qualcuno....
E poi lo faccio e comincio a lavare, tagliare, cucinare, condire... diventa come uno stato di ipnosi, vado e lascio che prendano forma le cose, come una danza senza movimenti bruschi, senza dissonanze ... e quando questa cosa mi riesce so' che i miei amici ne godranno... e sono felice!!!!
... non potrei mai farlo per soldi sentirei come di tradirne lo spirito.
Buffe certe passioni!
venerdì 21 novembre 2008
gli occhi e le mani
Occhi:
quanto parlano gli occhi
di un mondo interno
che non si esprime.
Mani e corpo,
carezze e contatti cercati:
quanto parlano di un affetto,
di una voglia di conoscenza urgente e immediata.
Le parole non potranno mai dire queste cose.
Queste cose sono la vita
queste cose sono i rapporti
queste cose sono il senso unico di tutto il mio andare.
quanto parlano gli occhi
di un mondo interno
che non si esprime.
Mani e corpo,
carezze e contatti cercati:
quanto parlano di un affetto,
di una voglia di conoscenza urgente e immediata.
Le parole non potranno mai dire queste cose.
Queste cose sono la vita
queste cose sono i rapporti
queste cose sono il senso unico di tutto il mio andare.
lunedì 10 novembre 2008
venerdì 7 novembre 2008
Barack Obama eletto a 47 anni.... uno di noi?!
Speriamo!
Intanto un giornalista ha detto di lui che si è passati dal governo di una ideologia al governo di una intelligenza.
Mi piace, è una speranza.
Ma dovrà, dovremo assistere ala caduta di un impero economico e questo non è poco.
staremo a guardare....
Speriamo!
Intanto un giornalista ha detto di lui che si è passati dal governo di una ideologia al governo di una intelligenza.
Mi piace, è una speranza.
Ma dovrà, dovremo assistere ala caduta di un impero economico e questo non è poco.
staremo a guardare....
mercoledì 8 ottobre 2008
alla ricerca di senso
questa sera mentre cercavo i miei amici nei varchi procurati alle necessarie e faticose solitudini mi sono imbattuta in questo video
http://video.google.com/videoplay?docid=-2138416794381091301&hl=it
e per me è stato veramente molto interessante: all'improvviso pensieri vecchi di giorni, mesi e anni, raccolti attraverso i rapporti con le persone che mi sono piaciute, hanno preso a muoversi come frantumi metallici verso una calamita invisibile. Ha cominciato a delinearsi, ricostruirsi forse, l' immagine di un senso cercato da tempo anzi da tutta una vita.
Chi siamo noi, uomini e donne di piu' o meno 40 anni?
Una generazione che, agli occhi dei vecchi che governano il mondo si è sottratta alle sue responsabilità.
Un po' depressi, fin dalla giovinezza, abbiamo lasciato dire e fare fino ad oggi ai vecchi e siamo pronti a lasciare ai nuovi giovani rampanti la successione senza nemmeno salire sulla nave del potere.
Eppure dentro e dietro il nostro defilarsi, c'era e c'è la certezza di uno, di molteplici no. La certezza che certi modi di vivere e fare la società sono fallimentari. Ritirati nelle nostre solitudini, abbiamo cercato, ognuno per se' strade diverse dal convenzionale. Siamo ambientalisti, mai estremisti, sul lavoro ci sottraiamo al rampantismo a costo di passare per mediocri, viaggiamo, quasi spasmodicamente alla ricerca di esperienze piu' che di panorami e divertimenti. Appoggiamo e sproniamo le civiltà e le nuove culture nuove, ci piace e compriamo il commercio equo e le banche solidali. Non abbiamo subìto dai nostri genitori il mito della casa e non ci convincono gli status simbol così come le griffe a tutti i costi.
Ma tutto questo rifiuto è apparso sempre privo di un senso unitario e centrale, agli occhi delle altre generazioni noi siamo quelli che non credono piu' a nulla.
Invece no, non è cosi', e la crisi che ci aspetta nei prossimi anni, il crollo del modello economico e sociale americano all'improvviso sta creando uno spazio per noi, affinchè le nostre esperienze frammentarie acquisiscano la forza di una proposta di senso nuovo della vita. Noi ora siamo pronti, noi che avevamo visto fallimentare questo modello da tempo ora non subiremo la depressione impotente perchè eravamo, piu' o meno inconsapevolmente pronti da tempo.
Quello che ora ci tocca fare è rendere unitaria l'esperienza delle nostre esperienze. Ci tocca il coraggio di affarmare un modello di vita che conosciamo da tempo per averlo sperimentato nelle nostre solitudini.
Noi possiamo decretare la fine di questo modello 'lineare della vita delle cose'.
Noi siamo quelli pronti a farlo, noi e non quelli prima di noi. Noi siamo liberi, tocca a noi farlo, a noi che non abbiamo istituzioni addosso. Tocca a noi che abbiamo raramente dei figli, farlo per i figli degli altri. Tocca a noi perchè noi siamo soli e liberi abbastanza.
La differenza tra riuscire e non, la farà solo la ricerca del senso unitario delle nostre frammentate esperienze, con la certezza che dietro ad esse non si nasconde una frammentata idea ma il senso vero dell'essere e dei rapporti umani.
http://video.google.com/videoplay?docid=-2138416794381091301&hl=it
e per me è stato veramente molto interessante: all'improvviso pensieri vecchi di giorni, mesi e anni, raccolti attraverso i rapporti con le persone che mi sono piaciute, hanno preso a muoversi come frantumi metallici verso una calamita invisibile. Ha cominciato a delinearsi, ricostruirsi forse, l' immagine di un senso cercato da tempo anzi da tutta una vita.
Chi siamo noi, uomini e donne di piu' o meno 40 anni?
Una generazione che, agli occhi dei vecchi che governano il mondo si è sottratta alle sue responsabilità.
Un po' depressi, fin dalla giovinezza, abbiamo lasciato dire e fare fino ad oggi ai vecchi e siamo pronti a lasciare ai nuovi giovani rampanti la successione senza nemmeno salire sulla nave del potere.
Eppure dentro e dietro il nostro defilarsi, c'era e c'è la certezza di uno, di molteplici no. La certezza che certi modi di vivere e fare la società sono fallimentari. Ritirati nelle nostre solitudini, abbiamo cercato, ognuno per se' strade diverse dal convenzionale. Siamo ambientalisti, mai estremisti, sul lavoro ci sottraiamo al rampantismo a costo di passare per mediocri, viaggiamo, quasi spasmodicamente alla ricerca di esperienze piu' che di panorami e divertimenti. Appoggiamo e sproniamo le civiltà e le nuove culture nuove, ci piace e compriamo il commercio equo e le banche solidali. Non abbiamo subìto dai nostri genitori il mito della casa e non ci convincono gli status simbol così come le griffe a tutti i costi.
Ma tutto questo rifiuto è apparso sempre privo di un senso unitario e centrale, agli occhi delle altre generazioni noi siamo quelli che non credono piu' a nulla.
Invece no, non è cosi', e la crisi che ci aspetta nei prossimi anni, il crollo del modello economico e sociale americano all'improvviso sta creando uno spazio per noi, affinchè le nostre esperienze frammentarie acquisiscano la forza di una proposta di senso nuovo della vita. Noi ora siamo pronti, noi che avevamo visto fallimentare questo modello da tempo ora non subiremo la depressione impotente perchè eravamo, piu' o meno inconsapevolmente pronti da tempo.
Quello che ora ci tocca fare è rendere unitaria l'esperienza delle nostre esperienze. Ci tocca il coraggio di affarmare un modello di vita che conosciamo da tempo per averlo sperimentato nelle nostre solitudini.
Noi possiamo decretare la fine di questo modello 'lineare della vita delle cose'.
Noi siamo quelli pronti a farlo, noi e non quelli prima di noi. Noi siamo liberi, tocca a noi farlo, a noi che non abbiamo istituzioni addosso. Tocca a noi che abbiamo raramente dei figli, farlo per i figli degli altri. Tocca a noi perchè noi siamo soli e liberi abbastanza.
La differenza tra riuscire e non, la farà solo la ricerca del senso unitario delle nostre frammentate esperienze, con la certezza che dietro ad esse non si nasconde una frammentata idea ma il senso vero dell'essere e dei rapporti umani.
sabato 4 ottobre 2008
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