sabato 29 novembre 2008

la mia passione di cucinare ...

cucinare mi piace, ma piu' che altro la lego indissolubilmente ai miei amici, ai miei amori.
Non so pensare ai miei amici senza pensare di prepare per loro qualcosa di buono
No so pensare al mio amore senza pensare di preparare per noi due un piatto da mangiare a lume di candela ... e mentre mangiamo guardare la sua faccia

Non so cucinare senza pensare di farlo come un dono per qualcuno....
E poi lo faccio e comincio a lavare, tagliare, cucinare, condire... diventa come uno stato di ipnosi, vado e lascio che prendano forma le cose, come una danza senza movimenti bruschi, senza dissonanze ... e quando questa cosa mi riesce so' che i miei amici ne godranno... e sono felice!!!!

... non potrei mai farlo per soldi sentirei come di tradirne lo spirito.
Buffe certe passioni!

venerdì 21 novembre 2008

gli occhi e le mani

Occhi:
quanto parlano gli occhi
di un mondo interno
che non si esprime.
Mani e corpo,
carezze e contatti cercati:
quanto parlano di un affetto,
di una voglia di conoscenza urgente e immediata.

Le parole non potranno mai dire queste cose.
Queste cose sono la vita
queste cose sono i rapporti
queste cose sono il senso unico di tutto il mio andare.

lunedì 10 novembre 2008

LISBONA!

...fado, tram colorati, mare, monasteri, salite e discese e una bellissima ballerina per compagna di avventura.

aaahhh

venerdì 7 novembre 2008

Barack Obama eletto a 47 anni.... uno di noi?!
Speriamo!
Intanto un giornalista ha detto di lui che si è passati dal governo di una ideologia al governo di una intelligenza.
Mi piace, è una speranza.
Ma dovrà, dovremo assistere ala caduta di un impero economico e questo non è poco.
staremo a guardare....

mercoledì 8 ottobre 2008

alla ricerca di senso

questa sera mentre cercavo i miei amici nei varchi procurati alle necessarie e faticose solitudini mi sono imbattuta in questo video
http://video.google.com/videoplay?docid=-2138416794381091301&hl=it
e per me è stato veramente molto interessante: all'improvviso pensieri vecchi di giorni, mesi e anni, raccolti attraverso i rapporti con le persone che mi sono piaciute, hanno preso a muoversi come frantumi metallici verso una calamita invisibile. Ha cominciato a delinearsi, ricostruirsi forse, l' immagine di un senso cercato da tempo anzi da tutta una vita.
Chi siamo noi, uomini e donne di piu' o meno 40 anni?
Una generazione che, agli occhi dei vecchi che governano il mondo si è sottratta alle sue responsabilità.
Un po' depressi, fin dalla giovinezza, abbiamo lasciato dire e fare fino ad oggi ai vecchi e siamo pronti a lasciare ai nuovi giovani rampanti la successione senza nemmeno salire sulla nave del potere.
Eppure dentro e dietro il nostro defilarsi, c'era e c'è la certezza di uno, di molteplici no. La certezza che certi modi di vivere e fare la società sono fallimentari. Ritirati nelle nostre solitudini, abbiamo cercato, ognuno per se' strade diverse dal convenzionale. Siamo ambientalisti, mai estremisti, sul lavoro ci sottraiamo al rampantismo a costo di passare per mediocri, viaggiamo, quasi spasmodicamente alla ricerca di esperienze piu' che di panorami e divertimenti. Appoggiamo e sproniamo le civiltà e le nuove culture nuove, ci piace e compriamo il commercio equo e le banche solidali. Non abbiamo subìto dai nostri genitori il mito della casa e non ci convincono gli status simbol così come le griffe a tutti i costi.
Ma tutto questo rifiuto è apparso sempre privo di un senso unitario e centrale, agli occhi delle altre generazioni noi siamo quelli che non credono piu' a nulla.
Invece no, non è cosi', e la crisi che ci aspetta nei prossimi anni, il crollo del modello economico e sociale americano all'improvviso sta creando uno spazio per noi, affinchè le nostre esperienze frammentarie acquisiscano la forza di una proposta di senso nuovo della vita. Noi ora siamo pronti, noi che avevamo visto fallimentare questo modello da tempo ora non subiremo la depressione impotente perchè eravamo, piu' o meno inconsapevolmente pronti da tempo.
Quello che ora ci tocca fare è rendere unitaria l'esperienza delle nostre esperienze. Ci tocca il coraggio di affarmare un modello di vita che conosciamo da tempo per averlo sperimentato nelle nostre solitudini.
Noi possiamo decretare la fine di questo modello 'lineare della vita delle cose'.
Noi siamo quelli pronti a farlo, noi e non quelli prima di noi. Noi siamo liberi, tocca a noi farlo, a noi che non abbiamo istituzioni addosso. Tocca a noi che abbiamo raramente dei figli, farlo per i figli degli altri. Tocca a noi perchè noi siamo soli e liberi abbastanza.
La differenza tra riuscire e non, la farà solo la ricerca del senso unitario delle nostre frammentate esperienze, con la certezza che dietro ad esse non si nasconde una frammentata idea ma il senso vero dell'essere e dei rapporti umani.

sabato 4 ottobre 2008


la conoscenza è niente, l'immaginazione è tutto. Anatole France.
papà fumava...

oggi sono qui a casa cercando di fare cose ma la testa viaggia continuamente altrove...

Si posa su pensieri del passato lontano lontano fino a raggiungere il mio papà.
Quando ero piccoletta, ero una piccola peste e volevo 'poter sostenere le mie ragioni!!!!'
anche con i grandi, non volevo mai mi dessero ragione o peggio torto (figuriamoci non avevo mai torto) senza che io potessi esprimere il mio dissenso!
Con lui ho litigato poche volte (ovviamente me le ricordo tutte!!!).
Mi ricordo delle sera a cena quando gli scaraventavamo addosso tutti i fondamentali accadimenti di 4 piccole vite in divenire, mentre io continuavo a bonfonchiare le mie ragioni, lui mi diceva di andare da lui, mi prendeva in braccio e non mi lasciava andare.

Non ascoltavo quasi mai quello che mi diceva.
So solo che adoro ancora quell'odore particolare che c'hanno le dita di un fumatore dopo che ha spento la sigaretta.